Assicurare la mia impresa

“Assicurare la mia impresa” è quello che tutti i titolari di aziende dovrebbero fare per tutelarsi. Nell’articolo le risposte alle domande più frequenti sull’argomento e suggerimenti utili.

Quali assicurazioni per una PMI?

Il tema assicurazione è legato al concetto di rischio, e ogni imprenditore sa bene quanto può essere complicato affrontare tutte le incognite legate alla gestione di un’attività.

Non esistono settori “sicuri”: ogni azienda, appartenente a qualsiasi settore produttivo, può imbattersi in un evento negativo, capace di arrecare danni che comportano perdite di produzione, di clienti, di immagine, di beni.

Sul mercato esistono svariati strumenti per proteggersi dai rischi più diversi ;inoltre, la legge prevede l’obbligatorietà di alcune polizze, a fronte di quei rischi potenzialmente idonei a generare danni a terzi.

Di seguito presentiamo le tipologie di assicurazioni più comuni, a partire da quelle imposte dalla legge.

L’obbligo di risarcire il danno: la responsabilità civile

Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico è rappresentato dall’imperativo di non causare danni a nessuno, da cui discende, come naturale conseguenza, l’obbligo di risarcire il danno arrecato.

La polizza per la Responsabilità Civile copre i danni che l’azienda, i suoi prodotti e i suoi dipendenti possono involontariamente arrecare a terzi nello svolgimento dell’attività.

Per fare un esempio, se scoppia un incendio a causa di un prodotto difettoso, la società produttrice è responsabile dell’accaduto, e tramite la polizza RC potrà rifondere i terzi danneggiati. Più in dettaglio, il legislatore prevede le seguenti forme di responsabilità dell’impresa:

  • Responsabilità civile verso i dipendenti: la legge impone alle imprese di stipulare polizze assicurative verso i dipendenti per gli infortuni sul lavoro. La copertura viene estesa anche al rischio di malattie professionali se riconosciute dall’Inail. A tal riguardo le aziende devono prestare molta cura, considerando la crescente sensibilità e attenzione, anche del mondo dei media, attorno al fenomeno delle morti bianche e in generale dagli infortuni sul lavoro.
    Per esempio, è importante sapere che generalmente le polizze di responsabilità civile fanno riferimento ai lavoratori dipendenti, escludendo, quando non diversamente previsto, i lavoratori atipici. Ma, se consideriamo che in Italia ci sono ormai milioni di lavoratori atipici, molte aziende potrebbero amaramente accorgersi di non essere coperte in caso di danni fatti o subiti da tali categorie di dipendenti nell’espletamento delle loro mansioni: in tali casi, dovrà essere l’azienda stessa, col proprio patrimonio, a sostenere i costi dell’eventuale risarcimento.
  • Responsabilità civile da prodotti: la responsabilità dell’imprenditore verso terzi continua ad esistere anche dopo la vendita e la consegna del bene. In Italia questo principio è divenuto realtà nel 1988, con l’intento di salvaguardare maggiormente i consumatori verso i prodotti difettosi. Il mercato mette a disposizione delle imprese forme assicurative capaci di tener conto del diverso grado di rischio correlato al settore di attività, al processo produttivo, all’area geografica di distribuzione, alla posizione occupata dall’impresa all’interno della catena produttiva: in riferimento a questo ultimo caso, è evidente che nel caso di un prodotto difettoso ben diverso è il tipo di responsabilità del produttore rispetto al distributore.
  • La responsabilità civile per inquinamento: l’evoluzione dei processi produttivi, lo sviluppo di nuove tecniche, comportano in molti casi un rischio di degrado ambientale, cui l’impresa dovrebbe tener conto nel valutare la propria esposizione al rischio. Sebbene si tratti di un problema enorme, il quadro legislativo, anche a livello comunitario, è ancora in evoluzione.
    L’industria assicurativa mette già a disposizione strumenti volti alla copertura di queste tipologie di danni. E’ evidente, dunque, che in linea generale, l’assicurazione per la responsabilità civile rimane una scelta volontaria da parte delle aziende, poiché è loro interesse cautelarsi da eventuali obblighi di risarcimento dovuti a imprevisti, danni a persone o cose durante il normale svolgersi delle attività. Ma, come già descritto nel caso delle assicurazioni per i dipendenti, la legge, nell’interesse generale, impone alle aziende di assicurasi a fronte di precise categorie di responsabilità civile.
    A questo riguardo, la più famosa è quella derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, o quella dovuta alla navigazione aerea; ma, per esempio, anche la vendita a domicilio o per corrispondenza dà luogo ad un obbligo di assicurarsi, per eventuali danni dal prodotto o dal venditore al consumatore. Anche per esercitare l’attività di mediatore di assicurazioni, o di medico, è d’obbligo l’assicurazione. In altri casi l’assicurazione non è obbligatoria per legge, ma è necessaria per ottenere determinate autorizzazioni : per esempio, in alcune Regioni italiane le agenzie di viaggio, per poter esercitare l’attività, devono assicurarsi per coprirsi dalle responsabilità nei confronti dei viaggiatori.

Le assicurazioni non obbligatorie

In una società come quella attuale, caratterizzata da un altissimo livello di competitività ed incertezza, una corretta gestione del rischio diventa sempre più di fondamentale importanza, perché consente di trasferire i rischi dall’impresa alla compagnia di assicurazione.

L’insieme di persone e cose che entrano in contatto con un’azienda è enorme:conseguentemente, fare una valutazione dei rischi cui è esposta l’azienda può essere molto complicato. Schematicamente, però, è possibile ricondurre quest’universo di possibilità a poche macro categorie:

  • Rischi correlati alle persone che in qualche modo entrano in contatto con l’azienda
    Vanno considerati non solo i dipendenti, ma anche i clienti e i fornitori.
  • Rischi collegati ai beni aziendali
    Un danno fisico al capannone può richiedere un esborso significativo per l’azienda, così come un danno a macchinari, attrezzature, impianti.
  • Rischi legati al mercato
    Una partita di crediti da svalutare a causa del fallimento di un cliente, una vendita andata parzialmente in fumo a causa dell’euro “forte”: chi opera nel mondo imprenditoriale sa bene che non sono eventi poi così improbabili. Ogni impresa, dunque, fa caso a sé, e solo un’attenta attività di valutazione la tutela dall’insieme dei rischi cui è esposta.

    Di contro, è facile individuare alcuni rischi particolarmente comuni, per i quali infatti si trovano sul mercato le offerte di assicurazione più diverse. Tra le altre, ricordiamo:

    • L’assicurazione contro l’incendio
    • L’assicurazione contro il furto
    • Le assicurazioni del credito (contro il rischio di insolvenza dei creditori)
    • Le assicurazioni trasporti (per coprire i rischi correlati a merci, persone, mezzi, intervenuti durante il trasporto di qualche bene)
    • Le assicurazioni per i rischi tecnologici, come il rischio di guasto a macchinari, apparecchiature elettroniche, impianti produttivi

Le polizze globali per gli artigiani e commercianti e professionisti

Le polizze globali sono tipicamente prodotti “tutto compreso”, ideati dalle compagnie assicurative appositamente per le realtà più piccole. Normalmente, queste polizze arrivano a coprire il furto e la rapina, l’incendio, i danni agli strumenti e la responsabilità civile.

Sempre più spesso, il pacchetto mira a tutelare anche la sfera individuale dell’imprenditore o del professionista.